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Romanticismo della
letteratura Italiana |
Victor Hugo visse l’intero secolo XIX, riflettendone le
idealità e le illusioni, i contrasti e le lotte. Il romanticismo francese si identifica
con lui: non vi è stato in Francia movimento letterario, politico, religioso,
sociale in cui non abbia lasciato il suo segno. Ebbe grande coscienza di sé e
fino dall’inizio dell’attività poetica ambì a essere “l’eco sonora al centro
di tutto”. Si ritenne poeta-vate, profeta che avrebbe sognato il cammino
verso un’umanità nuova: favoleggiò l’avvento della repubblica universale,
preludio terreno della riconciliazione di tutti gli uomini in Dio. In questa
visione di un’umanità redenta ebbero grande rilievo gli umili, i diseredati,
i reietti della società.Fra tutti i poeti dell’Ottocento, infatti, Hugo è
rimasto il più popolare, predicando un nuovo Vangelo laico e dando voce alle
sofferenze e alle speranze di tutti gli emarginati della società. Il lettore
moderno, tuttavia, più che il poeta visionario e profetizzante apprezza il
lirismo dai temi più intimi e raccolti. Ne sono un esempio Le contemplazioni,
poemi che riguardano l’infanzia, la famiglia, l’amore, la natura. Fu un grande poeta? Il giudizio della critica è ancora
controverso, ma non vi sono dubbi riguardo all’influsso esercitato da Hugo
sulla letteratura dell’Ottocento, francese ed europea. Charles Baudelaire,
uno dei più grandi poeti francesi, ha scritto: “Quando ci si figura ciò che
era la poesia francese prima che egli apparisse, e quale ringiovanimento essa
subì dopo la sua venuta; quando s’immagina quel poco che essa sarebbe stata
s’egli non fosse venuto; quanti sentimenti misteriosi e profondi, che sono
stati espressi, sarebbero restati muti (…) è impossibile non considerarlo
come uno di quelli spiriti rari e provvidenziali che operarono nel campo
delle lettere, come altri in quello della politica”. Con Hernani (1830) Hugo vinse definitivamente la sua
battaglia contro il classicismo, forzando le porte della Comèdie Française,
cittadella del classicismo, e piantando, come si disse, la bandiera alla
sommità del torrione. Dietro di sé trascinò la sua generazione. La sera della
prima (25 febbraio 1830), studenti, artisti, intellettuali e poeti come
Gèrard de Nerval e Thèophile Gautier guidarono l’assalto contro i vecchi
parrucconi legati con forza alla tradizione e assicurarono il trionfo della
rappresentazione. Questa rivoluzione letteraria precedette di pochi mesi la
rivoluzione politica di luglio; Hugo sembrò presentirlo quando scrisse nella
Prèface d’Hernani: “Il romanticismo non è altro che il liberalismo in
letteratura” . Dopo Hernani il teatro romantico si sviluppò con incredibile
rapidità, anche se verso il 1840 il movimento dava già segni di esaurimento.
Il fiasco del dramma epico Les Burgraves (I burgravi, 1843), segnò, in un
certo modo, la fine del romanticismo di Hugo e del romanticismo come
movimento letterario. I primi successi di Stendhal, la Commedia umana di
Balzac, il Corso di filosofia positiva di Comte testimoniavano dell’ avvenuto
mutamento spirituale. Si avvertiva il bisogno di abbandonare l’ avventurosa
navigazione nei mari dell’immaginazione e del sentimento per la concretezza
della terraferma.Il romanticismo non sarebbe scomparso, ma si sarebbe
trasformato nutrendosi della realtà.
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