Ipertesto con Word – dai docenti Di Natale, Eremita, Sangiorgio e Frazzetto di Scordia (CT)

 

Il Romanticismo in Francia

 

Indice

Romanticismo della letteratura Italiana

Manzoni Alessandro

Leopardi Giacomo

Romanticismo in Germania

Romanticismo in Francia

Romanticismo in Inghilterra

Romanticismo in Russia

Aleksàndr Sergéevic Pùškin

La musica nel 1800

Bellini Vincenzo

Paganini Niccolò

Ponchielli Amilcare

Rossini Gioacchino

Verdi Giuseppe

Il Melodramma in Italia

La musica in Europa

Chopin Fryderyk

Schubert Franz

Schumann Robert

Liszt Franz

Wagner Richard

Guglielmo Tell

Tannhauser

Arte romantica

Hugo Victor

La pittura romantica

 

The romantic period

Victor Hugo visse l’intero secolo XIX, riflettendone le idealità e le illusioni, i contrasti e le lotte. Il romanticismo francese si identifica con lui: non vi è stato in Francia movimento letterario, politico, religioso, sociale in cui non abbia lasciato il suo segno. Ebbe grande coscienza di sé e fino dall’inizio dell’attività poetica ambì a essere “l’eco sonora al centro di tutto”. Si ritenne poeta-vate, profeta che avrebbe sognato il cammino verso un’umanità nuova: favoleggiò l’avvento della repubblica universale, preludio terreno della riconciliazione di tutti gli uomini in Dio. In questa visione di un’umanità redenta ebbero grande rilievo gli umili, i diseredati, i reietti della società.Fra tutti i poeti dell’Ottocento, infatti, Hugo è rimasto il più popolare, predicando un nuovo Vangelo laico e dando voce alle sofferenze e alle speranze di tutti gli emarginati della società. Il lettore moderno, tuttavia, più che il poeta visionario e profetizzante apprezza il lirismo dai temi più intimi e raccolti. Ne sono un esempio Le contemplazioni, poemi che riguardano l’infanzia, la famiglia, l’amore, la natura.

Fu un grande poeta? Il giudizio della critica è ancora controverso, ma non vi sono dubbi riguardo all’influsso esercitato da Hugo sulla letteratura dell’Ottocento, francese ed europea. Charles Baudelaire, uno dei più grandi poeti francesi, ha scritto: “Quando ci si figura ciò che era la poesia francese prima che egli apparisse, e quale ringiovanimento essa subì dopo la sua venuta; quando s’immagina quel poco che essa sarebbe stata s’egli non fosse venuto; quanti sentimenti misteriosi e profondi, che sono stati espressi, sarebbero restati muti (…) è impossibile non considerarlo come uno di quelli spiriti rari e provvidenziali che operarono nel campo delle lettere, come altri in quello della politica”.

Con Hernani (1830) Hugo vinse definitivamente la sua battaglia contro il classicismo, forzando le porte della Comèdie Française, cittadella del classicismo, e piantando, come si disse, la bandiera alla sommità del torrione. Dietro di sé trascinò la sua generazione. La sera della prima (25 febbraio 1830), studenti, artisti, intellettuali e poeti come Gèrard de Nerval e Thèophile Gautier guidarono l’assalto contro i vecchi parrucconi legati con forza alla tradizione e assicurarono il trionfo della rappresentazione. Questa rivoluzione letteraria precedette di pochi mesi la rivoluzione politica di luglio; Hugo sembrò presentirlo quando scrisse nella Prèface d’Hernani: “Il romanticismo non è altro che il liberalismo in letteratura” . Dopo Hernani il teatro romantico si sviluppò con incredibile rapidità, anche se verso il 1840 il movimento dava già segni di esaurimento. Il fiasco del dramma epico Les Burgraves (I burgravi, 1843), segnò, in un certo modo, la fine del romanticismo di Hugo e del romanticismo come movimento letterario. I primi successi di Stendhal, la Commedia umana di Balzac, il Corso di filosofia positiva di Comte testimoniavano dell’ avvenuto mutamento spirituale. Si avvertiva il bisogno di abbandonare l’ avventurosa navigazione nei mari dell’immaginazione e del sentimento per la concretezza della terraferma.Il romanticismo non sarebbe scomparso, ma si sarebbe trasformato nutrendosi della realtà.