Ipertesto con Word – dai docenti Di Natale, Eremita, Sangiorgio e Frazzetto della di Scordia (CT) 

 

Caratteristiche e contenuto del Tannhauser

 

Indice

Romanticismo della letteratura Italiana

Manzoni Alessandro

Leopardi Giacomo

Romanticismo in Germania

Romanticismo in Francia

Romanticismo in Inghilterra

Romanticismo in Russia

Aleksàndr Sergéevic Pùškin

La musica nel 1800

Bellini Vincenzo

Paganini Niccolò

Ponchielli Amilcare

Rossini Gioacchino

Verdi Giuseppe

Il Melodramma in Italia

La musica in Europa

Chopin Fryderyk

Schubert Franz

Schumann Robert

Liszt Franz

Wagner Richard

Guglielmo Tell

Tannhauser

Arte romantica

Hugo Victor

La pittura romantica

 

The romantic period

 

Il Tannhauser (pronuncia "tanòiser") fu composto tra il 1842 e il 1843.

Wagner era attratto dagli eroi delle antiche leggende nordiche: gli eroi del ciclo bretone(Parsifal, Lohengrin, Tristano, Isotta, ecc.) e i Nibelunghi (Sigfrido, Wotan, ecc.) nei quali poteva riversare il suo ardente desiderio di ideali sublimi.

Ma al contrario degli altri personaggi wagneriani  - tutti i cavalieri puri, incorruttibili, eroi superiori e quasi semidei Tannhauser (un trovatore tedesco forse realmente vissuto tra il 1205 e il 1262) è un misero uomo, peccatore e amante dei piaceri, tanto da scegliere di vivere direttamente nel regno di Venere, la dea dell'amore. Wagner si sentì di questo personaggio per simboleggiare il drammatico conflitto dell'uomo combattuto tra amore spirituale e amore terreno, tra purezza e bellezza, e per trattare il tema della redenzione attraverso l'amore di una donna.

La vicenda narrata si svolge in Turingia all'inizio del 1200.

Tannhauser vive da molto tempo sul monte dove regna Venere(simbolo dell'amore terreno e della bellezza), ma è stanco di quella vita e vorrebbe andarsene. Venere tenta di trattenerlo ma egli, invocando il nome della Vergine Maria, si ritrova nella sua terra di Turingia, dove l'accolgono il langravio (il governatore) e gli altri cantori suoi vecchi amici. Da loro apprende che la nipote dell'angravio, Elisabetta (simbolo dell'amore spirituale e della purezza), è ancora innamorata di lui e che l'aspetta, ma la sua mano è destinata al vincitore di una gara di canto. Tannhauser partecipa alla gara ma si tradisce: mentre tutti cantano l'amore puro e spirituale, egli inneggia all'amore sensuale di Venere. I cortigiani, indignati, vorrebbero ucciderlo, ma Elisabetta intercede per lui e fa sì che la punizione sia un pellegrinaggio a Roma.

Ma il papa non lo assolve e lo informa che sarà redento solo quando il suo bastone riuscirà a fiorire; Tannhauser, disperato, è tentato di tornare da Venere.

Elisabetta, non vedendolo tornare fra i pellegrini assolti, offre a Dio la propria vita per salvarlo; quando muore è assunta fra i santi e compie il miracolo: Tannhauser si pente, la invoca e il bastone fiorisce. Finalmente redento, muore sereno.