
Ipertesto con
Word – dai docenti Di Natale, Eremita, Sangiorgio e Frazzetto della di Scordia
(CT)
Caratteristiche e contenuto del Tannhauser
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Romanticismo della
letteratura Italiana |
Il Tannhauser (pronuncia "tanòiser") fu
composto tra Wagner era attratto dagli eroi delle antiche leggende
nordiche: gli eroi del ciclo bretone(Parsifal, Lohengrin, Tristano, Isotta,
ecc.) e i Nibelunghi (Sigfrido, Wotan, ecc.) nei quali poteva riversare il
suo ardente desiderio di ideali sublimi. Ma al contrario degli altri personaggi wagneriani - tutti i cavalieri puri, incorruttibili,
eroi superiori e quasi semidei Tannhauser (un
trovatore tedesco forse realmente vissuto tra il 1205 e il 1262) è un misero
uomo, peccatore e amante dei piaceri, tanto da scegliere di vivere
direttamente nel regno di Venere, la dea dell'amore. Wagner si sentì di
questo personaggio per simboleggiare il drammatico conflitto dell'uomo
combattuto tra amore spirituale e amore terreno, tra purezza e bellezza, e
per trattare il tema della redenzione attraverso l'amore di una donna. La vicenda narrata si svolge in Turingia all'inizio del
1200. Tannhauser vive da molto tempo sul monte dove regna
Venere(simbolo dell'amore terreno e della bellezza), ma è stanco di quella
vita e vorrebbe andarsene. Venere tenta di trattenerlo ma egli, invocando il
nome della Vergine Maria, si ritrova nella sua terra di Turingia, dove
l'accolgono il langravio (il governatore) e gli altri cantori suoi vecchi
amici. Da loro apprende che la nipote dell'angravio, Elisabetta (simbolo
dell'amore spirituale e della purezza), è ancora innamorata di lui e che
l'aspetta, ma la sua mano è destinata al vincitore di una gara di canto.
Tannhauser partecipa alla gara ma si tradisce: mentre tutti cantano l'amore
puro e spirituale, egli inneggia all'amore sensuale di Venere. I cortigiani,
indignati, vorrebbero ucciderlo, ma Elisabetta intercede per lui e fa sì che
la punizione sia un pellegrinaggio a Roma. Ma il papa non lo assolve e lo informa che sarà redento
solo quando il suo bastone riuscirà a fiorire; Tannhauser, disperato, è
tentato di tornare da Venere. Elisabetta, non vedendolo tornare fra i pellegrini
assolti, offre a Dio la propria vita per salvarlo; quando muore è assunta fra
i santi e compie il miracolo: Tannhauser si pente, la invoca e il bastone
fiorisce. Finalmente redento, muore sereno. |