Ipertesto con Word – dai docenti Di Natale, Eremita, Sangiorgio e Frazzetto di Scordia (CT) 

 

La musica romantica

Giuseppe Verdi    

 

Il Rigoletto     

                                               

 (La donna è mobile)  (Dal Nabucco: Va pensiero)

Indice

Romanticismo della letteratura Italiana

Manzoni Alessandro

Leopardi Giacomo

Romanticismo in Germania

Romanticismo in Francia

Romanticismo in Inghilterra

Romanticismo in Russia

Aleksàndr Sergéevic Pùškin

La musica nel 1800

Bellini Vincenzo

Paganini Niccolò

Ponchielli Amilcare

Rossini Gioacchino

Verdi Giuseppe

Il Melodramma in Italia

La musica in Europa

Chopin Fryderyk

Schubert Franz

Schumann Robert

Liszt Franz

Wagner Richard

Guglielmo Tell

Tannhauser

Arte romantica

Hugo Victor

La pittura romantica

 

The romantic period

La figura di Giuseppe Verdi domina tutta la vita musicale dell’Ottocento.Verdi nacque nel 1813 a Roncole,vicino Busseto,in provincia di Parma,da modesti bottegai. Affascinato dalla musica fin da ragazzo, ne apprese i primi rudimenti dall’organista e dal direttore della banda del paese, poi riuscì a trovare i mezzi per recarsi a Milano e completare la propria preparazione al Conservatorio.

Nel 1833 Verdi tornò a Busseto per occupare il posto di maestro di musica del Comune, poi nel 1839 si trasferì a Milano con la famiglia e riuscì a far rappresentare alla Scala la sua prima opera, Oberto conte di San Bonifacio, con la quale ottenne finalmente il successo ottenendo consensi unanimi a Milano, Torino,Genova e Napoli.Molti sono i motivi di un così vasto e duraturo successo:Verdi era dotato di profondo senso del teatro e di grande umanità;la sua musica era un’espressione genuina dell’animo popolare, perché lui stesso proveniva dal popolo.

Con lui l’opera lirica subì una notevole evoluzione:furono abolite le ricercatezze decorative estranee all’essenza della vicenda e tutta l’attenzione del pubblico venne concentrata sulle azioni e sui personaggi.Le arie e i recitativi seguivano la divisione tradizionale; Verdi, però, sapeva collegare in modo unitario tutta la rappresentazione, creando azioni drammatiche molto intense, interpretate da pochi personaggi, tutti ben delineati psicologicamente.

Inoltre, durante il Risorgimento il popolo italiano veniva entusiasmato dalla potente e drammatica musica verdiana, perché i suoi protagonisti, così fieri e generosi, risvegliavano sentimenti patriottici e un desiderio di riscossa.Nel 1859, quando la sua terra entrò a far parte del Regno d’Italia, Verdi era ormai considerato un eroe popolare e venne eletto deputato nel primo parlamento nazionale. La sua instancabile attività di compositore continuò fino a tarda età:tra il 1891 e il 1892, quasi ottantenne, completò l’ultima delle sue opere, il Faistaff. Morì a Milano nel 1901.Le opere più note della sua abbondante produzione sono:Nabucco, Rigoletto, Il Trovatore, La Traviata, I Vespri siciliani, Un ballo in maschera, La forza del destino, Don Carlos, Aida, Otello e il già citato Falstaff.

Il Rigoletto

L’opera lirica Rigoletto fu musicata da Verdi tra il 1850 e il 1851, su un libretto di Francesco Maria Piave che, a sua volta, l’aveva tratto da un dramma del francese Victor Hugo intitolato Le roi s’amuse (“Il re si diverte”).Protagonista della versione originale era un sovrano arrogante e libertino, il re di Francia Francesco I, ma la censura austriaca impose a Verdi di sostituire questa figura con quella di un anonimo duca di Mantova. La prima rappresentazione, nel marzo 1851, al Teatro La Fenice di Venezia, riscosse un grande successo.

Il Rigoletto, (Prima opera della cosiddetta "trilogia popolare", il Rigoletto di Giuseppe Verdi trae ispirazione dalla tragedia di Victor Hugo Le roi s'amuse (1832). Al centro dell'opera (per la cui composizione Verdi dovette conformarsi ad alcuni dettami della censura) campeggia Rigoletto, buffone di corte cui Verdi ha conferito un'identità psicologica e uno spessore lirico-drammatico senza precedenti nel teatro lirico dell'epoca. Nel brano qui riprodotto, il tenore svedese Jussi Bjoerling (il libertino duca di Mantova) esegue la celebre aria "La donna è mobile") insieme con altri due capolavori verdini, Il trovatore e La traviata, tutte opere terminate tra il 1851 e il 1853, è un’opera d’avanguardia, un lavoro anticipatore di uno stile nuovo. In esso predomina il dramma psicologico legato al forte risalto dato agli opposti temperamenti dei personaggi per mezzo della musica.

La vicenda si svolge a Mantova, nel XVI secolo. Rigoletto, buffone di corte nel castello del Duca, ha una figlia, Gilda,cui è attaccatissimo; temendo di perderla per una maledizione, la tiene sempre chiusa in casa. A corte sospettano che Gilda sia una sua amante e il Duca, per divertirsi alle spalle del buffone, la fa rapire. Rigoletto chiede aiuto ai corteggiani per ritrovarla e quando vi riesce giura di vendicarsi. Gilda nel frattempo si innamora del Duca, credendo che lui la ricambi, mentre il padre sa benissimo che le è infedele, poiché fa la corte a Maddalena, sorella del brigante Sparafucile. Per convincere la figlia, Rigoletto la conduce alla locanda di Maddalena, dove il Duca si è recato per incontrare la sua bella: Gilda può spiare, non vista, i due amanti, ma confessa al padre di amare ugualmente il Duca. Rigoletto, accecato dal desiderio di vendetta, chiede a Sparafucile di uccidere il Duca e di consegnargliene il cadavere in un sacco. Maddalena però ha sentito tutto e convince il fratello a risparmiare il Duca, uccidendo, invece di lui, il primo che venga a bussare alla locanda. Ma la prima persona che arriva è proprio Gilda: Sprafucile, non riconoscendola, la pugnala e la consegna a Rigoletto, in un sacco. Il buffone, ignoro e soddisfatto sta per buttare il sacco nel fiume, quando ode da lontano una voce che canta La donna è mobile… La voce e simile a quella del Duca. Assalito da un terribile presentimento, Rigoletto apre il sacco, vi scopre la figlia morente e gridando: Ah, la maledizione!, si getta disperato su di lei in un ultimo abbraccio.

Contesto storico

La vicenda dell’Aida fu scritta da uno studioso di storia egiziana, Marietta Bey, e l’italiano Antonio Ghislanzoni ne trasse ispirazione per un libretto d’opera. Questo fu poi messo in musica da Giuseppe Verdi, allorché il viceré d’Egitto, Ismail Pascià, gli commissionò un’opera per festeggiare l’apertura del canale di Suez nel 1870; ma la guerra franco-prussiana fece ritardare l’arrivo della Francia degli scenari e dei costumi, per cui la prima rappresentazione ebbe luogo l’anno dopo, alla vigilia di Natale, nel teatro del Cairo. Il successo fu enorme.