Ipertesto con Word – dai docenti Di Natale, Eremita, Sangiorgio e Frazzetto di Scordia (CT)

 

La musica romantica

Vincenzo Bellini

 (Casta diva)

Indice

Romanticismo della letteratura Italiana

Manzoni Alessandro

Leopardi Giacomo

Romanticismo in Germania

Romanticismo in Francia

Romanticismo in Inghilterra

Romanticismo in Russia

Aleksàndr Sergéevic Pùškin

La musica nel 1800

Bellini Vincenzo

Paganini Niccolò

Ponchielli Amilcare

Rossini Gioacchino

Verdi Giuseppe

Il Melodramma in Italia

La musica in Europa

Chopin Fryderyk

Schubert Franz

Schumann Robert

Liszt Franz

Wagner Richard

Guglielmo Tell

Tannhauser

Arte romantica

Hugo Victor

La pittura romantica

The romantic period

 

(Catania 1801-Puteaux Parigi 1835)

Vincenzo Bellini è uno dei principali esponenti dell’opera romantica italiana dell’Ottocento, lai cui produzione si interruppe per una morte prematura dovuta a motivi ancora oggi non del tutto chiari. Era nato a Catania nel 1801 e venne avviato alla musica del padre organista. Grazie alle sue spiccate doti si fece ben presto apprezzare dai concittadini e ottenne dal Comune di Catania un aiuto economico per poter continuare gli studi a Napoli, nel Conservatorio di San Sebastiano, sotto la guida del maestro Nicolò Zingarelli. Compose le sue prime opere mentre era ancora studente, ottenendo il suo primo successo con il pirata, rappresentato nel 1827 a Milano, dove si era trasferito su consiglio dell’impresario Barbaja. A questo successo seguì quello della Straniera (1829), ma i due più grandi capolavori, Norma (Maria Callas interpreta l'aria più celebre della Norma di Vincenzo Bellini; si tratta dell'invocazione alla "Casta Diva" (la Luna) da parte della sacerdotessa Norma, protagonista dell'opera che fu rappresentata per la prima volta il 26 dicembre 1831 al Teatro alla Scala di Milano) e La sonnambula, vennero entrambi due anni dopo, nel 1831: le stesse vennero rappresentate con successo anche a Londra dove Bellini si era trasferito nel 1833 per poterle dirigere.

Stabilitosi successivamente a Puteaux, vicino a Parigi, iniziò a lavorare a Puritani, ultimo suo grande capolavoro di cui purtroppo non riuscì neppure a vedere la rappresentazione parigina del 1835 poiché già malato. Pochi mesi dopo morì probabilmente a causa di un’intossicazione da medicinale che secondo alcuni venne volutamente procurata da oscuri personaggi.

Anche Bellini, così come Donizetti, nelle sue opere usa l’amore come tema di fondo, ma lo esprime come una malinconia e trasognata sensibilità romantica più intima e sofferta; inoltre, al contrario del suo amico e rivale, compone ogni cosa lentamente, con meditazione e accuratezza.