Ipertesto con Word – dai docenti Di Natale, Eremita, Sangiorgio e Frazzetto di Scordia (CT)

 

Richard Wagner

 (Tristano e Isotta)  (La Valchiria dalla trilogia L’anello del Nibelungo) 

Indice

Romanticismo della letteratura Italiana

Manzoni Alessandro

Leopardi Giacomo

Romanticismo in Germania

Romanticismo in Francia

Romanticismo in Inghilterra

Romanticismo in Russia

Aleksàndr Sergéevic Pùškin

La musica nel 1800

Bellini Vincenzo

Paganini Niccolò

Ponchielli Amilcare

Rossini Gioacchino

Verdi Giuseppe

Il Melodramma in Italia

La musica in Europa

Chopin Fryderyk

Schubert Franz

Schumann Robert

Liszt Franz

Wagner Richard

Guglielmo Tell

Tannhauser

Arte romantica

Hugo Victor

La pittura romantica

 

The romantic period

Nato a Lipsia nel 1813 fu con Verdi il massimo esponente del melodramma romantico.

Non fu soltanto compositore, ma anche poeta e critico di grande levatura.

Le sue opere liriche furono concepite come un insieme continuo di musica, parole e immagini, legate alla messa in scena teatrale. Per questo motivo scelse di scrivere egli stesso i libretti delle sue opere, ispirandosi soprattutto alla mitologia e alla storia del suo Paese. Divenuto famoso e protetto dal re di Baviera Luigi II, fece costruire nella città di Bayreuth un teatro completamente diverso dai precedenti: il primo nel quale gli spettatori assistevano all’opera stando al buio (come ancora oggi si usa), per meglio concentrarsi sulla rappresentazione.

Sul piano musicale, Wagner concepì l’opera come un continuo ininterrotto della melodia, in cui si inseriscono i leit-motiv, cioè temi musicali ricorrenti, legati a un personaggio o a una particolare situazione della vicenda.

Ispirate al mondo della più lontana musica tedesca furono il Tannhauser, del 1845, che ci parla dei minnesanger, cioè dei trovieri e trovatori tedeschi, e I maestri canori di Norimberga,del 1868, forse l’unica opera i Wagner che, pur senza essere comica, presenta una vicenda che finisce serenamente.

Ispirate a leggende medievali sono invece il Lohengrin (1850); Tristano e Isotta (1865); il Parsifal (1882), l’ultimo lavoro, rappresentato un anno prima della sua morte a Venezia, avvenuta nel 1883; e, soprattutto, il ciclo de L’anello del Nibelungo.

Caratteristiche dell’opera Wagneriana.

Per capire l’importanza che l’attività di Wagner ha avuto nella storia della musica riassumiamo i punti essenziali della sua concessione musicale:

  • Musica e versi sono tutt’uno e devono prendere forma insieme nella mente del compositore che, di conseguenza, deve scrivere personalmente il libretto;
  • L’orchestra vivifica l’opera con la sua presenza continua; essa quindi non si limita ad accompagnare arie e duetti, ma  esegue una “melodia infinita”, una sorta di sinfonia continua che sostiene l’intera opera;
  • Nella musica emergono i leit-motiv (“motivi guida”); al posto delle arie, dei concertati e delle altre vecchie forme operistiche, ora nel continuum musicale si inseriscono temi ricorrenti che evocano personaggi, sentimenti e situazioni.